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La Montagna Abruzzese

***Gli Altipiani Maggiori***

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abruzzo.jpgGli Altipiani maggiori costituiscono il punto di forza del turismo montano della Regione, con strutture ricettive e attrezzature adatte ad accogliere i turisti durante l’intero corso dell’anno, capaci di affascinare con la loro maestosa forza e le distese infinite l’animo degli amanti della natura, capace di apprezzare gli estesi e silenziosi spazi lontano dal fragore della costa e innalzato al di sopra della modernità.

transumanza.jpgUn vasto territorio che ricopre una superficie di 30 Kmq, di grande valenza paesaggistica, attraverso il quale si snodava l’antico tracciato della via Minucia, l’itinerario principale che collega il nord al meridione, percorsa fin dall’antichità da Annibale e San Bernardino da Siena, da Boccaccio e Vittorio Emanuele II, da Mazzini ai re Aragonesi e Angioini e frequantata dai mercanti del Rinascimento.

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  • Altopiano di Campo Imperatore

campo-imperatore.jpgL’Altopiano, conosciuto anche come piccolo Tibet, per i prati fioriti in primavera che assumono la fisionoma della steppa in estate, si estende per ca. 25 Km ad un altitudine di 1800 mt. s.l.m. nel cuore verde dell’Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Fonte Vetica, paesello situato sul versante orientale di Campo Imperatore è ancora oggi ricordato per una tragedia del primo Novecento, durante la quale un pastore rimase ucciso con i suoi figlioletti durante una bufera. L’evento è ricordato con un monumento del Michetti.

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  • Altopiano delle 5 Miglia

cinquemiglia.jpgL’Altopiano delle Cinque Miglia si estende per oltre 9 Km, anticamente corrispondenti alle 5 miglia, ad un altidudine tra i 1250 e i 1280 mt. s.l.m.. Attraversato dalla Statale 17, maggiore arteria che collega la parte settentrionale al sud dell’Italia, l’Altopiano sprigiona attrazione e magnatismo ancestrale. Parte del suo fascino deriva dalla fama di luogo inospitale e pieno di pericoli per il viaggiatore: un territorio privo di rifugi, plagiato da improvvise e violente bufere che negli anni hanno mietuto un numero notevole di vittime. Nel sedicesimo secolo una tormenta uccise trecento fanti della Lega Veneta: l’evento ebbe risonanza tale da indurre l’imperatore Carlo V ad erigere cinque rifugi fortificati sul territorio con torrioni attrezzati a sostentare la vita. Un fenomeno curioso si verifica in primavera, allorchè in superficie si formano piccoli laghetti, a casusa del disgelo e del terreno ancora gelato che non riesce ad assorbire l’acqua che si forma in superficie. Il pianoro si contraddistingue per la varietà della sua flora di abeti, faggi e prati, la ricca fauna di orsi, lupi, volpi, cervi e scoiattoli, le grotte e le sorgenti. Da visitare la chiesa medievale della Madonna del Carmine.

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  • Piano di Cascina

piano1.jpgIl Piano di Cascina, situato al 1050 mt di altitudine, è un’area carsica poco conosciuta di grande interesse naturalistico e di notevole bellezza. Sui rilievi che circondano il piano si trovano sconfinati boschi di betulla, un albero caratterizzato dalla bianca corteccia, faggio, carpino nero, ornello ed un elevato numero di piante con potere farmacologico. E’ inoltre popolato da importanti specie di uccelli quali l’averla piccola, l’ortolano, il calandro e in alcuni periodi dell’anno la cicogna bianca. 

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  • cervo.jpgAltopiano dell’Aremogna

L’altopiano, di origine carsica e alluvionale, si trova a sud dell’imponente e complessa catena del Monte Greco, ad un’altitudine di 2283 mt s.l.m..

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***Le Vette***

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  • Pietre Cernaie

cernaie.jpgSpettacolare formazione rocciosa dalla cresta frastagliata, raggiunge la quota di 1782 m slm e sovrasta una piccola fontana da cui scaturisce acqua fresca e cristallina e un laghetto, che in estate dona refrigerio agli escursionisti. Col suo aspetto selvaggio e la complessa orografia, la presenza di corsi d’acqua e torrenti e ricoperta da fitti boschi, offre itinerari di grande interesse per gli appassionati. Il Sentiero del Sole, corridoio naturale tra le due vaste aree protette dei Parchi, è interessante per il passaggio della fauna specifica che popola l’ambiente.

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  • Monte Tocco

sangro.jpgL’altura, la cui vetta raggiunge i 1681 m d’altezza, si affaccia sugli Altipiani, di fronte alle località di Rivisondoli e Roccaraso e offre una spettacolare vista sulla Valle del Sangro, sullo sfondo della possente mole del Maltese del Molise. Ricoperto da magnifici boschi, ideali perle scampagnate, si trova sul percorso del Sentiero d el Sole che parte da Fonte dell’Eremita e attraversa la catena fino a Fonte Cernaia.

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  • Monte Calvario – Monte Rotella

peligna.JPGI massicci delimitano il territorio della dorsale che separa l’Altopiano delle Cinquemiglia dalla Valle del Bosco di Sant’Antonio. Dalle loro cime, 1743 m il Monte Calvario e 2129 mt il Monte Rotella, si gode di una fantastica vista sui monti del versante occidentale, verso il Parco Nazionale d’Abruzzo, Scanno e Valle Peligna.

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  • Monte Porrara

monteporrara_primavera.jpgLa montagna segna l’estremità meridionale del massiccio della Majella e domina, coi suoi ripidi pendii e la notevole altitudine di 2137 m, il Quarto di Santa Chiara. Raggiungibile con il sentiero che parte dalla Madonna dell’Altare o dal Passo di Forchetta, offre una vista che si estende dalla Valle dell’Aventino, all’Adriatico e alla Valle Peligna, racchiudendo in un unico sguardo tutte le meraviglie paesaggistiche abruzzesi.

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  • Monte Greco

Montagna imponente, con i suoi 2285 m, è la vetta più elevata del comprensorio, al confine montegreco.jpgtra gli Altipiani Maggiorni e le Valli del Parco Nazionale d’Abruzzo, domina la Serra di Rocca Chiarano. E’ possibile arrivare in vetta dal Rifugio dell’Aremogna, proseguendo a piedi per le Toppe del Tesoro fino alla cresta di Sella delle Gravare e attraversando il piano di Antone Rotondo, tutto cosparso di dossi e valloncelli, fino ad incontrare un sentiero bracciato che conduce alla cresta nord della vetta, dal quale si apre il panorama sulla Majella e sul Parco Nazionle d’Abruzzo.

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  • Monte Arazecca

arazecca.jpgLa grossa montagna raggiunge uno quota di 1830 m e offre un ampio panorama sul piano dell’Aremogna e sulla Valle del Sangro. Raggiungibile solo a piedi, percorrendo Val Canara e la Valle Azenaro, fino a raggiungere Sella Campitelli, dopo la quale si volge a sinistra, addentrandosi nella fitta boscaglia che giunge alla vetta tondeggiante.

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***Il Sapore della Montagna***

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La gastronomi rappresenta, per questo territorio, un punto di forza che affonda le sue radici nell’antica tradizione abruzzese, e nella sua dedizione e costante lavoro riservato alla pastorizia e all’artigianato.

Tra i primi piatti, oltre la pasta fatta a mano, tra cui gnocchi, tacconelli e tacconi, durante l’inverno primeggia in cucina la polenta condita con carne di maiale sofrritta o con ragù di castrato. Il piatto forte degli altipiani sono gli gnocchi di patate con ragù di castrato, insieme al formaggio pecorino. In primavera si prediligono le minestre con verdure di montagna, orapi e cicoria selvatica o con legmi, che rappresentano una variazione di prestigio per la cucina salutare e genuina degli Altipiani.

La carne ovina, agnello e castrato, nelle sue varietà di cucina, è alla base dei secondi piatti, il ragù di castrato è un ottimo condimento per la pasta fatta in casa.

Tra i prodotti dolciari ricordiamo i mostaccioli, le scaglie (brutti ma buoni), le pigne pasquali, gli amaretti, le pizzelle e nel periodo di carnevale la cicerchiata ricoperta di miele prodotto tipico degli altipiani.